Governare col trucco

Settembre 17, 2008

Sono arrabbiata. Sono fiera di esserlo. La rabbia aiuta a non abituarsi a tutto. Ho sentito le parole del ministro Carfagna. Diceva: «Io provo orrore per le donne che vendono il proprio corpo per denaro». Parlava forse di un suo calendario? No, parlava delle prostitute o meglio: solo di quelle che stanno per strada. Perché non succede niente? Perché non telefoniamo, chiamiamo, bussiamo, usciamo per strada? Forse ci stiamo davvero abituando a tutto.Laura Guasti, FirenzePiù che altro stiamo cadendo nella trappola magistralmente ordita in anni di politica televisiva da Berlusconi e dai suoi ministri: discutere dei dettagli, attaccarci agli slogan, accapigliarci su una scemenza di facciata senza arrivare mai alla sostanza delle cose. Il grembiule, il voto, la bella cordata di imprenditori che «vuole salvare la compagnia di bandiera», la tassa abolita, l’immondizia sparita, l’esercito per strada che così sei più tranquillo quando esci la sera. Chi non vorrebbe salvare Alitalia, camminare in strade pulite, pagare meno tasse, avere figli che imparano in classe le regole della convivenza e quando tornano a casa che è buio non debbano imbattersi in prostitute abbrutite? La gente di sinistra, forse? E allora che problema c’è: ecco qua il governo del fare, lasciatelo lavorare. La questione, purtroppo, è che è un trucco. È il gioco delle scatole: una bella scatola col fiocco da esibire, l’altra marcia da nascondere.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78975

All’andata giocarono Del Piero e Trezeguet, ieri sera c’erano in campo Amauri e Iaquinta, mica male come alternativa. Ranieri non aveva paura, ma il 4-1 di San Siro nel Berlusconi restava un brutto segnale. E quattro erano proprio i gol che facevano da spartiacque fra l’Artmedia e il resto dell’Europa. Era solo scaramanzia, ma quando quella birba di Fodrek ha incastonato nella rete di Buffon una semirovesciata da film, allora anche per Ranieri è arrivato il momento del risveglio. Peccato che Molinaro non avesse chiuso su Szabo che aveva centrato quel pallone e ancora peggio che Grygera allungasse la sua estate da svampito. Magari non è neppure colpa sua, è solo una interminabile serie di coincidenze, ma appena il pallone di Fodrek ha varcato la riga della porta juventina, Buffon e Legrottaglie gli hanno lanciato uno sguardo sinistro.

La Juventus e Ranieri non si sono scomposti più di tanto, l’Artmedia che a Torino aveva fatto una modestissima figura, non poteva aver imparato tutto il calcio in quindici giorni, e così non è stata un’impresa rimettere la partita in riga: con questo Amauri tutto diventa semplice, specie se attorno a lui la squadra gioca per farlo divertire. Il brasiliano prima ha colpito un palo al quarto d’ora, e poi, con stacco aereo sontuoso e permanenza in quota, ha colpito di testa un cross di Molinaro dalla sinistra che ha pietrificato Kamenar e si è infilato sotto la traversa.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286078

(…) Il giovane ha chiesto il motivo e il conducente ha spiegato come la sua carrozzella fosse a motore e non potesse essere adeguatamente bloccata ai supporti. Il disabile ha protestato, chiamato il 113 e una volante è arrivata sul posto per calmare gli animi. Ma anche per appurare che non solo c’è davvero un simile regolamento, ma questo non è stato neppure elaborato dall’Atm, che si è limitata a recepire una direttiva del ministero dei Trasporti. Nel frattempo dalla centrale operativa erano partiti due motociclisti per assistere il passeggero. A vuoto il secondo tram – senza pianale mobile – si è dovuto aspettare un terzo mezzo attrezzato. A questo punto il giovane è stato fatto salire, assistito dall’operatore Atm e portato a destinazione.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273670