L’osteoporosi uccide quanto l’infarto – Salute
Novembre 5, 2008
È come se avessimo una carta geografica interna, tridimensionale e accuratissima che ci sostiene e rileva la biografia del nostro corpo: età, sesso, tutto è tracciato sulle nostre ossa e lascia un segno indelebile. Se si indeboliscono non ce ne accorgiamo. A un certo punto si rompono ed allora è troppo tardi per fare qualsiasi cosa. L’osteoporosi non è una malattia vera e propria ma il segnale che le riserve minerali dell’osso si sono impoverite e questo impoverimento porta a quelle che si chiamano «fratture da fragilità». L’Oms l’ha riconosciuta come l’emergenza sanitaria dei prossimi anni, visto l’aumento della popolazione anziana. In Italia ne soffrono 5 milioni di persone, il 22,8% sono donne con età superiore ai 40 anni e la percentuale aumenta proporzionalmente all’età, arrivando al 45,7% tra i 70 e i 79 anni. Secondo la Federazione nazionale dell’osteoporosi (Fedios), che nella giornata nazionale dedicata a questa patologia ha presentato i suoi dati, sono un milione le donne che hanno fratture provocate dall’osteoporosi (al femore, alle vertebre, al polso, alla caviglia, al gomito), di queste il 50% diventa disabile e il 20% muore. Per una spesa sanitaria di circa 1 miliardo di euro. COMBATTERE IL RISCHIOLa risposta all’osteoporosi si chiama prevenzione: raggiunta una certa età, ogni persona dovrebbe capire qual è il rischio di ammalarsi e eventualmente cambiare gli stili di vita (eliminare fumo e alcool, praticare sport, magari all’aperto, seguire un’alimentazione ricca di calcio e vitamina D).
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80473
L’importanza di chiamarsi sempre Ringhio
Novembre 2, 2008
di Rino Gattuso
Se guardo alla mia carriera calcistica, il pensiero corre veloce alla prima immagine, nitida, di un ragazzino innamorato pazzo del pallone e capace di ogni monelleria pur di riuscire in quel gioco avvincente. Mettevo a rischio la buona riuscita negli studi per inseguire una palla, sfidavo l’ira dei miei genitori tornando a casa con qualche graffio in testa per completare una sfida con i miei coetanei in qualche slargo a Schiavonea, il mio paese in Calabria.
È stata la passione la grande spinta che mi ha fatto accettare il trasferimento prima a Perugia e poi in Scozia, a Glasgow, in un Paese di cui ignoravo la lingua oltre che le difficoltà legate al clima: a quell’età è duro allontanarsi dalla famiglia, dagli amici, dalle proprie radici. Io ce l’ho fatta.
E quando mi è capitato, a Berlino, in una notte magica dell’estate del 2006, di riuscire nell’impresa storica di accarezzare la coppa del mondo, ho promesso a me stesso che non sarei cambiato. Che sarei rimasto Rino, come mi chiamano tutti in famiglia o Ringhio, come fanno i tifosi del Milan e della Nazionale in giro per il mondo. Non sono cambiato perché ho sempre tenuto a mente il mio passato e non ho mai dimenticato le mie qualità che sono particolari: non le ho ricevute in dono dalla natura, me le sono conquistate sui campi impolverati della provincia con la forza della volontà, con l’assiduità negli allenamenti e lo ho coltivate con estrema determinazione, tutti i giorni.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302940
Venezia, accesso a museo vietato a donna velata – Interni
Agosto 31, 2008
Vietato entrare nei musei veneziali con il velo. A Venezia, nel museo del Settecento veneziano di Cà Rezzonico, sul Canal Grande, a una donna musulmana che indossava non l’hijab, la testa sola velata con il volto scoperto , ma un niqab, un costume composto di due pezzi di cui uno maschera il volto al di sotto degli occhi, è stato vietato l’ingresso. In Italia esiste una norma di pubblica sicurezza che vieta il mascheramento del volto con passamontagna e altri «camuffamenti». Resta comunque la scorrettezza di aver impedito alla donna l’ingresso con il marito e la figlia quando avevano già pagato il prezzo del biglietto d’ingresso, di 6,5 euro. A quanto riporta il quotidiano del Nord Est Il Gazzettino, la donna è stata bloccata all’ingresso delle sale espositive poste al secondo e al terzo piano dalla un addetto del museo che l’ha fermata e le ha fatto notare che «per motivi di sicurezza» non poteva girare per le sale con i preziosi dipinti e oggetti esposti con il volto celato. Anche se, hanno protestato i visitatori, tra i tanti divieti segnalati sul cartello all’entrata non era citato l’indossare un burqa, uno chador o un niqab. La donna, per visitare le sale, avrebbe dovuto scoprirsi il viso, altrimenti nulla da fare. Il fatto sarebbe accaduto domenica mattina e lo conferma anche la direzione del museo: «È vero, la signora ha potuto visitare solo una parte del museo. Quando è arrivata al secondo piano, si è imbattuta in un guardia sala che, di sua iniziativa, appellandosi alla legge che vieta di girare velati nei luoghi pubblici, l’ha bloccata e non l’ha fatta passare oltre.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78376
«Mi piace la guerra fra due che giocano nello stesso ruolo. È un tipo di competizione che fa bene alla squadra e tiene tutti sulla corda. Nessuno può sentirsi titolare e questo mantiene alta la tensione perché chi va in panchina ha un solo obiettivo: scendere in campo». Parola di José Mourinho che se continua di questo passo verrà beatificato in ogni sua più pallida esternazione. Ma questa della competizione fra due giocatori dello stesso ruolo non è male, sarà lui a sorvegliare che sia sana e resti nell’ambito sportivo. L’Inter comunque si sta attrezzando per due squadre speculari o comunque il più possibile simili. Il caso Frank Lampard è il più eclatante: cerchiamo un suo clone, ha ripetuto Moratti. Il più eclatante perché l’Inter cerca un doppione di un giocatore che non ha. La competizione sarà dura in quasi tutti i ruoli. Julio Cesar dopo aver strappato il posto a Toldo non ha mai mostrato cedimenti, relegando l’ex titolare della Nazionale a portiere di coppa Italia.Molto più complicato il discorso relativo ai difensori centrali, sono sei per due posti, troppi anche per un tecnico abbondante come Mourinho: «Gioco con due centrali difensivi in campo, un altro in panchina e quindi tre dovranno andare in tribuna. Sono troppi, l’ho detto a Nicolas Burdisso e ha capito». L’argentino paga l’aspetto caratteriale, ma è anche uno che ha mercato. La Fiorentina lo vuole e lo scambierebbe con il portoghese Manuel Da Costa, quasi due metri di altezza, stacco di testa imperioso, 22 anni ma in sostanza un altro difensore centrale.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277388
C’è chi si è già fatto un giro per le vetrine e si è chiarito le idee. Alcuni, sedicenti esperti, confessano di essersi anche appuntati furtivamente il prezzo pieno «per non prendersi “fregature”». Altri, poi, si lasciano cullare dall’idea che domani sarà davvero un altro giorno. In cui tutto comincerà a costare di meno, come in una bella fiaba.Prudenti dell’ultima ora, fashion victims dannate da lustri di caccia all’affare, questo è il vostro tempo. Domani iniziano i saldi e l’idea di poter indossare lo stesso vestito che la vostra odiata vicina ha pagato il doppio ha un sapore gustosissimo. Dalle vetrine occhieggiano tutti gli oggetti del desiderio targati 2008. I must della stagione vanno dal cappello di paglia, promosso da suppellettile retrò a nuovo capo irrinunciabile, alla scarpa con zeppa, su cui gli esperti prevedono che si concentreranno le brame degli acquirenti. «Dopo tanto brutto tempo e un diffuso crollo dei consumi, Milano ha bisogno di questi saldi», ha spiegato l’assessore Tiziana Maiolo da New York dove si trova «ma non per saldi» ha giurato. Anche quest’anno lo shopping proseguirà col tramonto: mercoledì 11 luglio torna la «Notte dei saldi» in cinque zone della città: Buenos Aires, Via Belfiore e via Marghera, via Dante e Corso Vittorio Emanuele, Corso San Gottardo e Lorenteggio. Mentre si sprecano le raccomandazioni ai consumatori e i decaloghi su come fare acquisti saggi, tutto è pronto o quasi.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273678
Bologna, la beffa delle tessere
Luglio 4, 2008
Parte in tutta Italia il tesseramento del Pd, ma mentre a Roma le tessere (minimo 15 euro di contributo) valgono per due anni, a Bologna sono valide solo un anno. Questo significa che chi si iscrive adesso sotto le Torri dovrà rinnovare la sua adesione a gennaio 2009. Un pasticcio che di fatto costringe i bolognesi a pagare due volte. Il segretario provinciale De Maria rassicura: «Ci sono certe parti d’Italia in cui il Pd ancora non ha una struttura ben avviata come da noi. Per questo il tesseramento comincia solo ora e dura fino a fine 2009. E comunque, i nostri iscritti non dovranno pagare necessariamente a gennaio prossimo le nuove tessere, potranno posticipare il pagamento a qualunque mese».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273566
Disabile respinto: «Quella carrozzella non va sul tram»
Luglio 4, 2008
(…) Il giovane ha chiesto il motivo e il conducente ha spiegato come la sua carrozzella fosse a motore e non potesse essere adeguatamente bloccata ai supporti. Il disabile ha protestato, chiamato il 113 e una volante è arrivata sul posto per calmare gli animi. Ma anche per appurare che non solo c’è davvero un simile regolamento, ma questo non è stato neppure elaborato dall’Atm, che si è limitata a recepire una direttiva del ministero dei Trasporti. Nel frattempo dalla centrale operativa erano partiti due motociclisti per assistere il passeggero. A vuoto il secondo tram – senza pianale mobile – si è dovuto aspettare un terzo mezzo attrezzato. A questo punto il giovane è stato fatto salire, assistito dall’operatore Atm e portato a destinazione.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273670