Emergenza rom in città. Nulla di nuovo, nulla di clamoroso, ma la normalità del Comune di Genova sull’argomento è già emergenza. Proprio per evitare che la situazione attuale si cristallizzi, alcuni consiglieri comunali genovesi hanno presentato una serie di interpellanze al Comune. Franco De Benedictis della Lista Biasotti, Gianni Bernabò Brea de La Destra, Alessio Piana della Lega chiedono di fare chiarezza in consiglio comunale sulle recenti dichiarazioni del sindaco Marta Vincenzi, contraria alle norme che andrà ad approvare il governo in tema di sicurezza e desiderosa di lanciare un appello da sottoscrivere in difesa delle famiglie rom vittime di un rigurgito di razzismo.Nel mirino anche l’allarme lanciato ieri da il Giornale sul possibile insediamento di quattro camper di rom nel giardino dell’Istituto Doria di Struppa. Una situazione che tuttavia non è legata alla volontà di creare un nuovo campo nomadi. Sia il Comune di Genova, sia il presidente del Municipio Valbisagno, Agostino Gianelli hanno infatti spiegato come l’ipotesi, peraltro tramontata, aveva comunque un’origine positiva, della quale né il Giornale né il personale della Doria era a conoscenza. Ecco quanto ieri ha chiarito il Comune.Il caso che tanto clamore ha suscitato riguarda soltanto «una famiglia di rom italiani – provenienti da Pordenone e pertanto in possesso di regolari documenti italiani – da qualche tempo nella nostra città per permettere al loro bimbo di sei anni di sottoporsi a chemioterapia.

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Genova – «È stato un massacro»
ha detto il pm Francesco Cardona Albini, all’inizio della requisitoria di oggi, nel processo che si tiene nell’aula
bunker del tribunale – ieri aveva parlato il pm Enrico Zucca – riferendosi alla sanguinosa irruzione della polizia nella
scuola Diaz durante il G8.
«Ed è stato questo massacro – ha aggiunto – e non certo il reato associativo contestato dalla polizia, ad
accomunare le 93 vittime di questo processo, di varie nazionalità, che prima neppure si conoscevano».
Il pm ha parlato poi dello sfondamento dei cancelli delle scuole da parte dei poliziotti, ripreso da telecamere
poste sul tetto della scuola adiacente Pascoli da parte di cineoperatori che si trovavano al centro stampa.

Il magistrato ha raccontato che il primo poliziotto a sfondare la porta è stato un agente del Settimo Nucleo
Sperimentale di Roma riconoscibile dalla divisa blu e dalla foggia del casco.
Il pm prosegue nella sua requisitoria raccontando i pestaggi subiti dai no global inermi che si trovavano
all’interno della Diaz. Al processo sono imputati 29 poliziotti, accusati a vario titolo di violenza privata, lesioni, falso,
calunnia, perquisizione arbitraria, porto di armi da guerra.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273748

da MilanoDi separazione societaria non se ne parla più, anche perché per il momento ha rinunciato a pretenderla la stessa Unione Europea. Si va invece verso un tipo di unbundling più leggero: nei gruppi integrati verticalmente (come Eni, Edf, Gdf o Rwe) le reti di distribuzione del gas dovranno essere separate solo gestionalmente dalla società madri di produzione e distribuzione. L’argomento, che si trascina da anni, è la possibilità di accesso alla rete di distribuzione del gas e alle altre infrastrutture, come lo stoccaggio, a condizioni non penalizzanti per i concorrenti. Un’ipotesi ventilata nei mesi scorsi era quella della creazione di un’unica rete europea indipendente. Per ora, un primo passo nella direzione della separazione amministrativa e contabile della rete, per ottemperare alle richieste Antitrust e favorire la competizione, lo sta facendo l’Eni. Ieri il gruppo ha comunicato di aver avviato «il processo di attuazione dei principi di separazione funzionale previsti dalla delibera n. 11/07 dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas». Il processo riguarda le società del gruppo che gestiscono le attività infrastrutturali nel settore del gas (trasporto, distribuzione, stoccaggio e Gnl) che, a livello organizzativo, sono state separate funzionalmente dalle attività di produzione e vendita. Il 27 giugno scorso, su indicazione della controllante Eni i consigli di amministrazione di Snam Rete Gas, Italgas e Stogit, come informa il comunicato, «hanno individuato nella persona dell’amministratore delegato il gestore indipendente, previsto dalla delibera 11/07, e deliberato la modifica degli statuti con gli obiettivi di neutralità, non discriminazione ed efficienza nella gestione delle infrastrutture e delle informazioni commercialmente sensibili».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273597