Milano – Cinquemilanovecentoquaranta dipendenti negli uffici e settecentottantacinque onorevoli accomodati tra i banchi. Più gli assistenti, gli agenti, i funzionari, interpreti e traduttori, consulenti esterni, ma anche medici e maestre d’asilo. L’esercito di Bruxelles marcia al ritmo di 7,3 miliardi di euro l’anno (bilancio 2008) e ha intenzione di allungare il passo. Le previsioni di spesa per il prossimo esercizio fanno aumentare le uscite del 5 per cento, sfondando quota 7,5 miliardi. Una valanga da 25 milioni solo per l’indennità prevista dallo statuto dei deputati, stipendi veri e propri esclusi. I rimborsi di viaggio e di soggiorno in compenso si gonfiano fino a 80 milioni, con un extra per quelle effettuate nello Stato di elezione che si moltiplica per sei nel 2009. Con tanto di telefoni fissi e mobili, tv e connessione internet (6,8 milioni, +13 per cento). In caso di infortunio o malattia, ci pensa mamma Europa; compresa l’assicurazione sulla vita nonché sul furto o lo smarrimento di effetti e oggetti personali: gli europarlamentari possono contare su un fondo di altri 2 milioni. Che sta per raddoppiare, naturalmente. Intanto si appesantisce il carico delle pensioni (+8%) per quelli che sono scesi dalla macchina europea e ancora continuano a tenersi aggrappati agli sportelli. Così finanziamo senza batter ciglio le rimpatriate dell’Associazione ex deputati.

Fastidiosa la faccenda della burocrazia targata Ue, difficile da giustificare davanti ai «contribuenti netti», ai cittadini di quei paesi – come l’Italia – che finanziano il sistema senza poi ricevere altrettanto in termini economici.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282684

nostro inviato a Sydney

I preti che si sono resi responsabili di abusi sessuali sui minori «devono essere portati davanti alla giustizia». Non fa sconti, Benedetto XVI, che ieri mattina, celebrando la messa nella cattedrale di Sydney con i vescovi australiani e i rappresentanti del clero e dei religiosi, ha parlato dei casi di pedofilia che coinvolgono sacerdoti, manifestando «dolore e sofferenza» per le vittime.
C’era attesa per le parole del pontefice, il cui arrivo era stato preceduto da un reportage della Tv Abc che accusava lo stesso arcivescovo della città, il cardinale George Pell, di aver coperto in passato casi di abuso. Accuse che il porporato ha smentito – il caso in questione, tra l’altro, riguardava un «abuso» commesso su un giovane di 28 anni, il quale, secondo il sacerdote che ha ammesso il rapporto, era consenziente – ma che hanno concentrato una grande attenzione mediatica sul tema. Sono 107 i preti e i religiosi condannati in Australia per casi di abusi su minori. Anche se ormai da tempo qui è stata applicata la «tolleranza zero», la linea che proprio Ratzinger, allora collaboratore di Papa Wojtyla, raccomandava agli episcopati.
Con le sue parole, Benedetto XVI è andato oltre ciò che aveva detto lo scorso aprile negli Stati Uniti, quando aveva riconosciuto come la risposta al fenomeno da parte delle gerarchie americane fosse stata «talvolta gestita in pessimo modo».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277323