Benvenuti nel club delle aquile tra auto blu e alberghi di lusso
Novembre 3, 2008
Signori passeggeri, è il comandante
che vi dà il benvenuto nel mondo dei piloti
Alitalia: un mondo a parte dove – in base al
regolamento interno – tutti i mesi hanno 28
giorni, i giorni lavorativi durano sei ore e
quelli di riposo 33. Siamo una categoria che
non può permettersi di essere sfiorata dallo
stress per non mettere a rischio la vita di chi è
a bordo, motivo per il quale siamo riusciti a
strappare condizioni di lavoro da nababbi.
Un pilota appena assunto guadagna 68mila
euro ma l’anzianità gli consentirà di arrivare
a 121mila, mentre un comandante va da
88mila a 174mila: una media complessiva di
120mila euro nel 2006, secondo l’Aea («Association
of European Airlines»), più o meno
come i colleghi di British Airways, ma meno
di Iberia (147mila), Lufthansa (153mila), Air
France(160mila euro).
Ma noi lavoriamo meno:
580 ore per ciascun pilota Alitalia nel
2005. Peggio di noi soltanto i colleghi di
Swiss, erede di Swissair, con 571 ore che però
nel 2006 sono salite a 640 contro le 628
(641 nel 2006) di Air France, 644 (650) di
Iberia, 674 (650) di Lufthansa. I piloti tedeschi,
insomma, lavorano 100 ore più di noi,
quasi il 20 per cento.
Ma non bisogna fermarsi ai soldi per capire
come funziona il nostro mondo di pascià dei
cieli. Glistandard internazionali di sicurezza
pongono un limite di 13 ore all’impiego giornaliero:
significa che si può volare per 11ore
complessive, diseguito o in due tratte.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303149
Hua Guofeng, primo successore di Mao Zedong alla testa del Partito Comunista Cinese, è morto mercoledì a Pechino, in pieno svolgimento delle Olimpiadi. Aveva 87 anni. Fu indicato come suo successore direttamente da Mao, il fondatore della Repubblica Popolare Cinese, nel 1976. Il leader, già gravemente malato, avrebbe detto a Hua: «Con te al timone, mi sento tranquillo». Con Hua scompare l’ultimo esponente di rilievo della generazione protagonista della rivoluzione che portò al potere i comunisti nel 1949, dopo la resistenza contro l’invasione giapponese e la guerra civile con i nazionalisti guidati dal «generalissimo» Chiang Kai-shek. Alla morte di Mao, le principali fazioni comuniste erano quella dei riformisti, guidata da Deng Xiaoping e quella estremista guidata dalla moglie del ‘Grande Timoniere’, Jiang Qiang e dai suoi alleati della cosiddetta «banda dei quattro». Nel 1977 Hua fu eletto segretario generale del Partito ma non riuscì ad imporre una tregua tra le fazioni in lotta. Un anno dopo Deng prevalse sui «quattro» e Hua accettò l’esito della battaglia, decretando l’arresto di Jiang Qing e dei suoi principali alleati. Hua, che veniva chiamato ‘il saggio leader’dalla stampa comunista, fu messo da parte per far posto agli uomini di Deng Xiaoping, che installò prima Hu Yaobang e poi Zhao Ziyang alla testa del Partito, dando il via alla stagione di riforme che ha fatto della Cina una potenza economica e, in prospettiva, politica globale.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78217
Ormai extracomunitari siamo noi
Luglio 4, 2008
Interrogativo legittimo dalla risposta scontata: non è così che si rilancia una squadra. Basta dare un’occhiata alla prima Inter di Massimo Moratti: cambiare allenatore e calciatori non è servito, modificare invece sì.\
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273646