L’osteoporosi uccide quanto l’infarto – Salute
Novembre 5, 2008
È come se avessimo una carta geografica interna, tridimensionale e accuratissima che ci sostiene e rileva la biografia del nostro corpo: età, sesso, tutto è tracciato sulle nostre ossa e lascia un segno indelebile. Se si indeboliscono non ce ne accorgiamo. A un certo punto si rompono ed allora è troppo tardi per fare qualsiasi cosa. L’osteoporosi non è una malattia vera e propria ma il segnale che le riserve minerali dell’osso si sono impoverite e questo impoverimento porta a quelle che si chiamano «fratture da fragilità». L’Oms l’ha riconosciuta come l’emergenza sanitaria dei prossimi anni, visto l’aumento della popolazione anziana. In Italia ne soffrono 5 milioni di persone, il 22,8% sono donne con età superiore ai 40 anni e la percentuale aumenta proporzionalmente all’età, arrivando al 45,7% tra i 70 e i 79 anni. Secondo la Federazione nazionale dell’osteoporosi (Fedios), che nella giornata nazionale dedicata a questa patologia ha presentato i suoi dati, sono un milione le donne che hanno fratture provocate dall’osteoporosi (al femore, alle vertebre, al polso, alla caviglia, al gomito), di queste il 50% diventa disabile e il 20% muore. Per una spesa sanitaria di circa 1 miliardo di euro. COMBATTERE IL RISCHIOLa risposta all’osteoporosi si chiama prevenzione: raggiunta una certa età, ogni persona dovrebbe capire qual è il rischio di ammalarsi e eventualmente cambiare gli stili di vita (eliminare fumo e alcool, praticare sport, magari all’aperto, seguire un’alimentazione ricca di calcio e vitamina D).
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80473
Anche Mercedes si dà all’«ibrido» con la S400 a due motori
Novembre 3, 2008
StoccardaLa road-map messa a punto da Mercedes per arrivare a una mobilità sempre più rispettosa dell’ambiente prevede varie tappe. In questo periodo la casa tedesca annuncia l’arrivo della Smart Ed, ovvero a propulsione esclusivamente elettrica in grado d’assicurare un’autonomia di 120 chilometri e tempi di ricarica molto rapidi a fronte di un costo chilometrico di 0,02 euro, e della sua prima ibrida: la S400 BlueHybrid, che sarà venduta da giugno. Sviluppata nell’ambito di una cooperazione con Bmw e Gm, porta al debutto una compatta e potente batteria a ioni di litio che alimenta un motore elettrico da 20 cv con una coppia di 16,3 kgm. L’unità supporta il lavoro di un V6 a benzina 3.5 (con 279 cv, 35,7 kgm a 2.400 giri di coppia, evoluto da quello della S350) nelle accelerazioni e nelle riprese per ridurne gli sforzi e, quindi, generare bassi consumi e ridotte emissioni. Così, a fronte di una velocità di 250 km orari e della possibilità d’affrontare lo scatto 0-100 in 7,2 secondi, la S400 è in grado di percorrere mediamente 12,6 chilometri con un litro di benzina e di emettere 190 g/km di CO2.La S400 introduce anche una nuova concezione di auto ibrida. Infatti, l’unità elettrica e i suoi accessori s’integrano nella struttura dell’ammiraglia di Stoccarda in maniera discreta (il motore elettrico è piazzato tra quello termico e il cambio automatico-sequenziale 7G-Tronic, la batteria a ioni di litio prende il posto di una delle due di tipo tradizionale che normalmente equipaggiano la Classe S, mentre il sistema di recupero dell’energia in frenata non invade zone destinate all’abitacolo) e, pertanto, la S400 conserva aspetto e funzionalità delle sue più strette consanguinee.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303053
Benvenuti nel club delle aquile tra auto blu e alberghi di lusso
Novembre 3, 2008
Signori passeggeri, è il comandante
che vi dà il benvenuto nel mondo dei piloti
Alitalia: un mondo a parte dove – in base al
regolamento interno – tutti i mesi hanno 28
giorni, i giorni lavorativi durano sei ore e
quelli di riposo 33. Siamo una categoria che
non può permettersi di essere sfiorata dallo
stress per non mettere a rischio la vita di chi è
a bordo, motivo per il quale siamo riusciti a
strappare condizioni di lavoro da nababbi.
Un pilota appena assunto guadagna 68mila
euro ma l’anzianità gli consentirà di arrivare
a 121mila, mentre un comandante va da
88mila a 174mila: una media complessiva di
120mila euro nel 2006, secondo l’Aea («Association
of European Airlines»), più o meno
come i colleghi di British Airways, ma meno
di Iberia (147mila), Lufthansa (153mila), Air
France(160mila euro).
Ma noi lavoriamo meno:
580 ore per ciascun pilota Alitalia nel
2005. Peggio di noi soltanto i colleghi di
Swiss, erede di Swissair, con 571 ore che però
nel 2006 sono salite a 640 contro le 628
(641 nel 2006) di Air France, 644 (650) di
Iberia, 674 (650) di Lufthansa. I piloti tedeschi,
insomma, lavorano 100 ore più di noi,
quasi il 20 per cento.
Ma non bisogna fermarsi ai soldi per capire
come funziona il nostro mondo di pascià dei
cieli. Glistandard internazionali di sicurezza
pongono un limite di 13 ore all’impiego giornaliero:
significa che si può volare per 11ore
complessive, diseguito o in due tratte.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303149
Lo zoo di Buffon non chiude mai
Novembre 2, 2008
Essere l’anello di congiunzione fra qualcosa e qualcos’altro, per un naturalista, è un onore. Di più: la realizzazione di un sogno scientifico. Accadde a Georges-Louis Leclerc Buffon (1707-1788), il quale tuttavia non ne potè andar fiero. Perché se della secolare tradizione radicata nel «Phisiologus» (scritto fra II e III secolo dopo Cristo) e fiorita in decine e decine di bestiari medievali, l’intendente del Jardin des Plantes era ben consapevole, non poteva invece esserlo dell’opera dell’uomo che, un secolo dopo di lui, rivoluzionò lo studio degli esseri viventi: Charles Darwin.La monumentale «Histoire naturelle» del francese, composta da trentasei volumi «spalmati» su oltre mezzo secolo, sono comunque una piacevole avventura intellettuale anche per chi la voglia affrontare oggi, magari prescindendo dall’ormai stucchevole diatriba evoluzionismo-antievoluzionismo. Perché Buffon potrà anche fare tenerezza, con le sue lacune di fatto (descrisse l’elefante senza averne mai visto uno…) e di principio (odiava il microscopio…), ma ci conquista, più che come zoologo o botanico di professione, come antropologo, sociologo ed etologo dilettante. Possiamo apprezzarlo in questa veste leggendo il volume «Ritratti animali» (Medusa, pagg. 142, euro 13,50, trad. Riccardo Campi, con una gustosa introduzione di Giorgio Celli). Il libro è una silloge del «bestiario» buffoniano e presenta il «ritratto» di tre animali domestici (cavallo, cane e gatto) e di undici selvatici.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302820
L’importanza di chiamarsi sempre Ringhio
Novembre 2, 2008
di Rino Gattuso
Se guardo alla mia carriera calcistica, il pensiero corre veloce alla prima immagine, nitida, di un ragazzino innamorato pazzo del pallone e capace di ogni monelleria pur di riuscire in quel gioco avvincente. Mettevo a rischio la buona riuscita negli studi per inseguire una palla, sfidavo l’ira dei miei genitori tornando a casa con qualche graffio in testa per completare una sfida con i miei coetanei in qualche slargo a Schiavonea, il mio paese in Calabria.
È stata la passione la grande spinta che mi ha fatto accettare il trasferimento prima a Perugia e poi in Scozia, a Glasgow, in un Paese di cui ignoravo la lingua oltre che le difficoltà legate al clima: a quell’età è duro allontanarsi dalla famiglia, dagli amici, dalle proprie radici. Io ce l’ho fatta.
E quando mi è capitato, a Berlino, in una notte magica dell’estate del 2006, di riuscire nell’impresa storica di accarezzare la coppa del mondo, ho promesso a me stesso che non sarei cambiato. Che sarei rimasto Rino, come mi chiamano tutti in famiglia o Ringhio, come fanno i tifosi del Milan e della Nazionale in giro per il mondo. Non sono cambiato perché ho sempre tenuto a mente il mio passato e non ho mai dimenticato le mie qualità che sono particolari: non le ho ricevute in dono dalla natura, me le sono conquistate sui campi impolverati della provincia con la forza della volontà, con l’assiduità negli allenamenti e lo ho coltivate con estrema determinazione, tutti i giorni.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302940
Le 50 invenzioni che hanno cambiato il 2008
Novembre 2, 2008
Anche quest’anno la rivista «Time» ha stilato la classifica delle 50 invenzioni più originali. Riguardano il tempo libero, il divertimento, la ricerca, e soprattutto il risparmio delle energie
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302786