Ha mille volte ragione l’editorialista
di Liberazione quando scrive quel
che tutti sanno, e cioè che la strage di Bologna non è stata compiuta
dai terroristi neri e che tutti sanno
che si tratta d’altro, probabilmente,
se non certamente, di una esplosione
di matrice araba forse volontaria o
forse involontaria (tesi di Cossiga). Ma
tutti sanno anche che questa buffonata
viene tenuta in piedi per due motivi:
il primo è che se si ammette che la
strage di Bologna non è e non è mai
stata «nera», questa certificazione
porterebbe vantaggio alla destra.
Il secondo
motivo è che se si ammettesse
che la sentenza sulla strage è un tremendo
errore giudiziario, per non dir
peggio, si alimenterebbe la corrente
di coloro che criticano la magistratura
italiana. Tutto ciò, come si vede, segue
la più tassativa regola comunista di
tutti i tempi: e cioè che la verità «in sé»
non ha alcuna importanza: ciò che ha
importanza sono gli effetti delle varie
(cioè false) verità che vengono di volta
in volta fabbricate per sostituire la verità
vera con fondali di cartone.
Io di questa storia ne so qualcosa.
Tutto nacque nella Commissione Mitrokhin
di cui ero presidente (e che lo
stesso sistema che ha creato il falso di
Bologna ha schiacciato con una altra
serie di fondali prefabbricati e falsi)
quando cominciammo a seguire le
tracce del terrorista tedesco Thomas
Kram, esperto in esplosivi del terrorista
Ilich Ramirez Sanchez, detto Carlos
lo Sciacallo (all’ergastolo a Parigi),
il qualeKram aveva pernottato a Bologna
e poi la mattina seguente, quella
della strage, era ripartito proprio dalla
Stazione che dopo pochi minuti
esplose.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280767