Un’aggressione a Roma e un’altra a Castellammare di Stabia, vicino Napoli: le violenze contro due coppie di turisti, una olandese, l’altra tedesca, getta un’ombra sull’efficacia delle politiche sulla sicurezza messe in campo dal governo Berlusconi. A dirlo è il corrispondente in Italia della Reuters. In sostanza, spiega il giornalista inglese, la scelta dei militari in città, sbandierata come la panacea di tutti i mali, non è servita praticamente a nulla.Le due aggressioni, scrive l’agenzia, «sono avvenute nonostante la mano dura del premier Silvio Berlusconi, che ha messo tremila soldati nelle strade delle città italiane per garantire la sicurezza».«I sondaggi – scrive ancora la Reuters – mostrano come molti italiani trovino la vista delle divise rassicurante». Per questo, nonostante il sindaco di Roma Gianni Alemanno sia stato travolto dalle polemiche per aver accusato di «imprudenza» la coppia di ciclisti tedeschi, la strategia delle truppe in strada, va avanti. «La maggioranza – racconta il giornalista inglese – ha annunciato il suo sostegno al prolungamento del mandato dei militari». La Reuters conclude citando le parole del sindaco della Capitale: «Dobbiamo intensificare i nostri sforzi, sperando che nessuno ci accusi di eccessi o di aver militarizzato la città».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78354

Tremate, tremate Godzilla è tornato e semina il panico al summit del G8. Come faranno i potenti della terra, ritratti come dei perfetti mentecatti da Sarkò a Berlusconi, per salvare il pianeta? Ci penserà Také-majin, sorta di divinità noglobal che, dopo essersi beccata nel fondo schiena una testata atomica cinese, sconfiggerà il mostro e salverà la terra. Dopo le risate dei Coen, ieri il pubblico del Lido si è letteralmente «sganasciato» con la fantascienza trash di Monster X strikes back: attack the G8 summit del giapponese Minoru Kawasaki, prima vera sorpresa di questo debutto di festival, passata fuori concorso. Considerato l’Ed Wood del Giappone, Kawasaki in questo film vede «la risposta alle riunioni del G8, completamente inutili e specchio dell’egoismo dei politici». Il regista, spiegando che «i mostri incarnano le paure della gente, terrorismo, nucleare, bombe», resuscita Godzilla, il mostro nipponico nato negli anni 50 per esorcizzare l’orrore dell’atomica appena vissuto a Hiroshima. Goffo, improbabile e «gommoso», Godzilla esce dalle viscere della terra grazie all’energia nucleare e distrugge popoli e città. Adesso, invece, che la distruzione del mondo è già stata ben messa a punto dagli uomini stessi, a Godzilla non resta che spazzare via i potenti della terra. Eccolo dunque spuntare fuori in pieno G8 in corso ad Hokkaido.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78487

«Non comprendiamo tanta violenza». Così Padre Gabriele, padre provinciale dei Frati Minori, commenta il tragico episodio avvenuto martedì sera nel Convento di San Colombano Belmonte in Canavese. Uno dei frati francescani, Sergio Baldin, di 49 anni, è ricoverato in coma all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino, ed altri tre religiosi, Basilio Guarini, Giorgio Battagliotti e Giuseppe Magliano, rispettivamente di 76, 81 e 86 anni, che hanno riportato un trauma cranico, con una prognosi di 30 giorni.

I maviventi incappucciati dopo essere penetrati nel Convento hanno malmenato i religiosi colpendoli a bastonate, poi si sono dati alla fuga, dopo aver sottratto del denaro, il cui importo non è stato ancora al momento quantificato. Solo verso le 21 uno dei religiosi è riuscito a liberarsi e a dare l’allarme. Nel convento è stato fatto un sopralluogo per verificare cosa realmente è stato sottratto e se gli aggressori abbiano lasciato tracce utili alle indagini.

«C’erano stati altri piccoli episodi di furti – aggiunge Padre Gabriele – ma come avvengono in tutti i conventi. Non capiamo però quanto avvenuto».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78412

Vietato entrare nei musei veneziali con il velo. A Venezia, nel museo del Settecento veneziano di Cà Rezzonico, sul Canal Grande, a una donna musulmana che indossava non l’hijab, la testa sola velata con il volto scoperto , ma un niqab, un costume composto di due pezzi di cui uno maschera il volto al di sotto degli occhi, è stato vietato l’ingresso. In Italia esiste una norma di pubblica sicurezza che vieta il mascheramento del volto con passamontagna e altri «camuffamenti». Resta comunque la scorrettezza di aver impedito alla donna l’ingresso con il marito e la figlia quando avevano già pagato il prezzo del biglietto d’ingresso, di 6,5 euro. A quanto riporta il quotidiano del Nord Est Il Gazzettino, la donna è stata bloccata all’ingresso delle sale espositive poste al secondo e al terzo piano dalla un addetto del museo che l’ha fermata e le ha fatto notare che «per motivi di sicurezza» non poteva girare per le sale con i preziosi dipinti e oggetti esposti con il volto celato. Anche se, hanno protestato i visitatori, tra i tanti divieti segnalati sul cartello all’entrata non era citato l’indossare un burqa, uno chador o un niqab. La donna, per visitare le sale, avrebbe dovuto scoprirsi il viso, altrimenti nulla da fare. Il fatto sarebbe accaduto domenica mattina e lo conferma anche la direzione del museo: «È vero, la signora ha potuto visitare solo una parte del museo. Quando è arrivata al secondo piano, si è imbattuta in un guardia sala che, di sua iniziativa, appellandosi alla legge che vieta di girare velati nei luoghi pubblici, l’ha bloccata e non l’ha fatta passare oltre.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78376

All’andata giocarono Del Piero e Trezeguet, ieri sera c’erano in campo Amauri e Iaquinta, mica male come alternativa. Ranieri non aveva paura, ma il 4-1 di San Siro nel Berlusconi restava un brutto segnale. E quattro erano proprio i gol che facevano da spartiacque fra l’Artmedia e il resto dell’Europa. Era solo scaramanzia, ma quando quella birba di Fodrek ha incastonato nella rete di Buffon una semirovesciata da film, allora anche per Ranieri è arrivato il momento del risveglio. Peccato che Molinaro non avesse chiuso su Szabo che aveva centrato quel pallone e ancora peggio che Grygera allungasse la sua estate da svampito. Magari non è neppure colpa sua, è solo una interminabile serie di coincidenze, ma appena il pallone di Fodrek ha varcato la riga della porta juventina, Buffon e Legrottaglie gli hanno lanciato uno sguardo sinistro.

La Juventus e Ranieri non si sono scomposti più di tanto, l’Artmedia che a Torino aveva fatto una modestissima figura, non poteva aver imparato tutto il calcio in quindici giorni, e così non è stata un’impresa rimettere la partita in riga: con questo Amauri tutto diventa semplice, specie se attorno a lui la squadra gioca per farlo divertire. Il brasiliano prima ha colpito un palo al quarto d’ora, e poi, con stacco aereo sontuoso e permanenza in quota, ha colpito di testa un cross di Molinaro dalla sinistra che ha pietrificato Kamenar e si è infilato sotto la traversa.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286078

Massimo Calearo, deputato Pd ed ex presidente di Federmeccanica, dopo aver sfiorato anche le liste azzurre non manca di dimostrare il suo equilibrio in ogni momento. Non ultimo l’occhiolino alla Cisl e a Bonanni, tutt’altro che restia a rischiare lo strappo con il fronte sindacale pur di arrivare a un accordo con Confindustria a qualsiasi costo. «È una visione moderna del sindacato» ha commentato Calearo che ha spiegato: «Credo che non si tratti di una rottura degli equilibri della Triplice ma del tentativo di partecipare allo sviluppo». La chiosa, equilibrata come da copione, è per la Cgil: «Lasciamole il tempo di maturare la decisione che a questo accordo non c’è alternativa». Equilibrismo da antologia, non c’è che dire.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286015

Traffico in tilt questa mattina ad Alassio quando la cittadina ligure è stata bloccata da 24 vigilesse d’eccezione: le finaliste di Miss Muretto. Le aspiranti miss si sono infatti improvvisate operatrici del traffico, dirigendo la circolazione armate di fischietti, palette, cappellini d’ordinanza e pistola ad acqua. Gli automobilisti, ammaliati dalla bellezza delle 24 finaliste, hanno scherzato con loro, creando non pochi problemi alla circolazione. Non capita certamente tutti i giorni di avere in città vigilesse in bikini succinti e tacchi a spillo. Come da tradizione appena giunte ad Alassio le miss hanno sfilato sul mitico muretto presentandosi così non solo agli abitanti della cittadina ligure, ma anche ai numerosi turisti che la popolano in questo periodo. La gente delle zona, dove ci sono ancora moltissimi villeggianti ha accolto le ragazze con il solito entusiasmo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286154

C’è aria di Ambrogino d’oro per Giuseppe Viganò. È giusto che anche lui abbia il riconoscimento al valore che hanno avuto tutti i milanesi che si sono distinti per il loro altruismo. A Palazzo Marino tutti la pensano così. «Solo grazie al coraggio di un uomo di 79 anni – sottolinea il vice sindaco Riccardo De Corato – che non ha avuto paura di mettere a repentaglio la propria vita, oggi due bambini salvati dalle fiamme possono ancora sorridere. Azioni di questa umanità toccano il cuore di tutti e rafforzano il senso di solidarietà e convivenza civile. L’esemplare gesto del pensionato Giuseppe Viganò rimarrà nella memoria di tutti. E merita pertanto il massimo riconoscimento della città».Nella lista dei cittadini eroi, ci sarebbe anche Eddy, il ghanese ridotto in fin di vita l’8 luglio dai pusher perché metteva in guardia i giovani dai rischi delle droghe. Già il presidente del City Angel, Mario Furlan, lo vuole nominare «angelo» onorario per il suo coraggio. Eddy non si è fermato davanti alle minacce, davanti alle botte. Il suo desiderio di convincere i ragazzi del parco a smetterla con la droga era troppo forte.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286188

Hua Guofeng, primo successore di Mao Zedong alla testa del Partito Comunista Cinese, è morto mercoledì a Pechino, in pieno svolgimento delle Olimpiadi. Aveva 87 anni. Fu indicato come suo successore direttamente da Mao, il fondatore della Repubblica Popolare Cinese, nel 1976. Il leader, già gravemente malato, avrebbe detto a Hua: «Con te al timone, mi sento tranquillo». Con Hua scompare l’ultimo esponente di rilievo della generazione protagonista della rivoluzione che portò al potere i comunisti nel 1949, dopo la resistenza contro l’invasione giapponese e la guerra civile con i nazionalisti guidati dal «generalissimo» Chiang Kai-shek. Alla morte di Mao, le principali fazioni comuniste erano quella dei riformisti, guidata da Deng Xiaoping e quella estremista guidata dalla moglie del ‘Grande Timoniere’, Jiang Qiang e dai suoi alleati della cosiddetta «banda dei quattro». Nel 1977 Hua fu eletto segretario generale del Partito ma non riuscì ad imporre una tregua tra le fazioni in lotta. Un anno dopo Deng prevalse sui «quattro» e Hua accettò l’esito della battaglia, decretando l’arresto di Jiang Qing e dei suoi principali alleati. Hua, che veniva chiamato ‘il saggio leader’dalla stampa comunista, fu messo da parte per far posto agli uomini di Deng Xiaoping, che installò prima Hu Yaobang e poi Zhao Ziyang alla testa del Partito, dando il via alla stagione di riforme che ha fatto della Cina una potenza economica e, in prospettiva, politica globale.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78217

Milano – Cinquemilanovecentoquaranta dipendenti negli uffici e settecentottantacinque onorevoli accomodati tra i banchi. Più gli assistenti, gli agenti, i funzionari, interpreti e traduttori, consulenti esterni, ma anche medici e maestre d’asilo. L’esercito di Bruxelles marcia al ritmo di 7,3 miliardi di euro l’anno (bilancio 2008) e ha intenzione di allungare il passo. Le previsioni di spesa per il prossimo esercizio fanno aumentare le uscite del 5 per cento, sfondando quota 7,5 miliardi. Una valanga da 25 milioni solo per l’indennità prevista dallo statuto dei deputati, stipendi veri e propri esclusi. I rimborsi di viaggio e di soggiorno in compenso si gonfiano fino a 80 milioni, con un extra per quelle effettuate nello Stato di elezione che si moltiplica per sei nel 2009. Con tanto di telefoni fissi e mobili, tv e connessione internet (6,8 milioni, +13 per cento). In caso di infortunio o malattia, ci pensa mamma Europa; compresa l’assicurazione sulla vita nonché sul furto o lo smarrimento di effetti e oggetti personali: gli europarlamentari possono contare su un fondo di altri 2 milioni. Che sta per raddoppiare, naturalmente. Intanto si appesantisce il carico delle pensioni (+8%) per quelli che sono scesi dalla macchina europea e ancora continuano a tenersi aggrappati agli sportelli. Così finanziamo senza batter ciglio le rimpatriate dell’Associazione ex deputati.

Fastidiosa la faccenda della burocrazia targata Ue, difficile da giustificare davanti ai «contribuenti netti», ai cittadini di quei paesi – come l’Italia – che finanziano il sistema senza poi ricevere altrettanto in termini economici.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282684