«Mi piace la guerra fra due che giocano nello stesso ruolo. È un tipo di competizione che fa bene alla squadra e tiene tutti sulla corda. Nessuno può sentirsi titolare e questo mantiene alta la tensione perché chi va in panchina ha un solo obiettivo: scendere in campo». Parola di José Mourinho che se continua di questo passo verrà beatificato in ogni sua più pallida esternazione. Ma questa della competizione fra due giocatori dello stesso ruolo non è male, sarà lui a sorvegliare che sia sana e resti nell’ambito sportivo. L’Inter comunque si sta attrezzando per due squadre speculari o comunque il più possibile simili. Il caso Frank Lampard è il più eclatante: cerchiamo un suo clone, ha ripetuto Moratti. Il più eclatante perché l’Inter cerca un doppione di un giocatore che non ha. La competizione sarà dura in quasi tutti i ruoli. Julio Cesar dopo aver strappato il posto a Toldo non ha mai mostrato cedimenti, relegando l’ex titolare della Nazionale a portiere di coppa Italia.Molto più complicato il discorso relativo ai difensori centrali, sono sei per due posti, troppi anche per un tecnico abbondante come Mourinho: «Gioco con due centrali difensivi in campo, un altro in panchina e quindi tre dovranno andare in tribuna. Sono troppi, l’ho detto a Nicolas Burdisso e ha capito». L’argentino paga l’aspetto caratteriale, ma è anche uno che ha mercato. La Fiorentina lo vuole e lo scambierebbe con il portoghese Manuel Da Costa, quasi due metri di altezza, stacco di testa imperioso, 22 anni ma in sostanza un altro difensore centrale.
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