«Mi piace la guerra fra due che giocano nello stesso ruolo. È un tipo di competizione che fa bene alla squadra e tiene tutti sulla corda. Nessuno può sentirsi titolare e questo mantiene alta la tensione perché chi va in panchina ha un solo obiettivo: scendere in campo». Parola di José Mourinho che se continua di questo passo verrà beatificato in ogni sua più pallida esternazione. Ma questa della competizione fra due giocatori dello stesso ruolo non è male, sarà lui a sorvegliare che sia sana e resti nell’ambito sportivo. L’Inter comunque si sta attrezzando per due squadre speculari o comunque il più possibile simili. Il caso Frank Lampard è il più eclatante: cerchiamo un suo clone, ha ripetuto Moratti. Il più eclatante perché l’Inter cerca un doppione di un giocatore che non ha. La competizione sarà dura in quasi tutti i ruoli. Julio Cesar dopo aver strappato il posto a Toldo non ha mai mostrato cedimenti, relegando l’ex titolare della Nazionale a portiere di coppa Italia.Molto più complicato il discorso relativo ai difensori centrali, sono sei per due posti, troppi anche per un tecnico abbondante come Mourinho: «Gioco con due centrali difensivi in campo, un altro in panchina e quindi tre dovranno andare in tribuna. Sono troppi, l’ho detto a Nicolas Burdisso e ha capito». L’argentino paga l’aspetto caratteriale, ma è anche uno che ha mercato. La Fiorentina lo vuole e lo scambierebbe con il portoghese Manuel Da Costa, quasi due metri di altezza, stacco di testa imperioso, 22 anni ma in sostanza un altro difensore centrale.
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Con la cassa in acciaio e policarbonato
Luglio 20, 2008
Orologi non impegnativi, che seguono le tendenze moda e dall’impronta ormai consolidata: i modelli dell’Ike crescono di numero con l’arrivo della collezione New Style, che presenta la tradizionale cassa in policarbonato rivestita però d’acciaio. Con movimento al quarzo e vetro minerale antiriflesso, i modelli presentano un quadrante con indici applicati in rilievo, mentre dal punto di vista costruttivo vanno segnalati il fondello e la corona a vite con la ghiera graduata girevole. Gli orologi sono completati da cinturini in gomma con inserti in galuchat realizzati in varie tonalità. Prezzi più che abbordabili: partono, infatti, da 195 euro.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277416
Edizione dedicata a George Bernard Show
Luglio 20, 2008
La Writers Edition della Montblanc si arricchisce quest’anno della Pygmalion in omaggio al drammaturgo irlandese George Bernard Show. La serie si compone di penna stilografica, a sfera e di un set con anche il portamine. Sul corpo, inserti platinati e lacca verde scuro; un’incisione sul pennino in oro della stilo e la firma di Shaw sul cappuccio. Prezzi: 710 euro la stilo; 400 la sfera e 1.510 il set completo con portamine.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277424
Letti dimezzati, gli ospedali chiudono per ferie
Luglio 20, 2008
Meglio non ammalarsi d’estate in città. E il motivo è semplice: anche gli ospedali chiudono per ferie. Non del tutto, ma in alcuni casi anche per il 50 per cento. Ad agosto infatti, a Milano quasi un letto su due verrà tagliato. Lo rivela il piano ferie presentato dalle direzioni sanitarie dei nosocomi milanesi all’Asl: sui 3.803 accreditamenti del 2008, a luglio ne restano aperti 3.240, mentre ad agosto solo 1.952. Se per ora, quindi, è stato fatto un taglio pari al 14 per cento, fra dieci giorni arriveremo a una riduzione di circa il 49 per cento della capacità totale. La zona più colpita è la nord: al Sacco infatti, ogni 100 letti, ben 45 verranno chiusi e al San Carlo si contano ben 108 possibili ricoveri in meno. «Non c’è alcun motivo di preoccuparsi – tranquillizza Carlo Lucchina, direttore generale presso l’assessorato alla Sanità regionale -: l’Asl ha fatto un ottimo lavoro che risponde a un’esigenza epidemiologica statistica e si sa che ad agosto la città si svuota».
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«Non ci bastano le scuse, vogliamo i fatti»
Luglio 20, 2008
Sydney. «Le scuse non bastano, vogliamo i fatti. Una cosa è quello che dice il Papa, un’altra è ciò che fa». Parole forti quelle di Chris Mac Isaac, presidente dell’associazione vittime di preti pedofili Broken Rites Australia, che ieri mattina, a Taylor square a Sydney, ha partecipato alla manifestazione pacifica promossa dalla NoToPope Coalition, contro la visita di Benedetto XVI, contro la morale della Chiesa, e come segno di protesta ai casi di abusi sessuali commessi da religiosi. Abbiamo chiesto diverse volte di incontrare il Papa – ha spiegato la donna, che racconta di essere stata anch’essa oggetto di abusi, anche se preferisce non parlarne – e questa mattina siamo stati anche davanti alla Cattedrale di St. Mary per avanzare ancora una volta la richiesta. Dal Vaticano non è arrivata nessuna risposta», riferisce. «Non accettiamo le scuse del Papa. Non ci bastano – insiste Chris -, abbiamo centinaia di vittime che chiedono giustizia: ‘Sorry’ non è abbastanza».
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Preti pedofili, l’anatema del Papa: siano processati
Luglio 20, 2008
nostro inviato a Sydney
I preti che si sono resi responsabili di abusi sessuali sui minori «devono essere portati davanti alla giustizia». Non fa sconti, Benedetto XVI, che ieri mattina, celebrando la messa nella cattedrale di Sydney con i vescovi australiani e i rappresentanti del clero e dei religiosi, ha parlato dei casi di pedofilia che coinvolgono sacerdoti, manifestando «dolore e sofferenza» per le vittime.
C’era attesa per le parole del pontefice, il cui arrivo era stato preceduto da un reportage della Tv Abc che accusava lo stesso arcivescovo della città, il cardinale George Pell, di aver coperto in passato casi di abuso. Accuse che il porporato ha smentito – il caso in questione, tra l’altro, riguardava un «abuso» commesso su un giovane di 28 anni, il quale, secondo il sacerdote che ha ammesso il rapporto, era consenziente – ma che hanno concentrato una grande attenzione mediatica sul tema. Sono 107 i preti e i religiosi condannati in Australia per casi di abusi su minori. Anche se ormai da tempo qui è stata applicata la «tolleranza zero», la linea che proprio Ratzinger, allora collaboratore di Papa Wojtyla, raccomandava agli episcopati.
Con le sue parole, Benedetto XVI è andato oltre ciò che aveva detto lo scorso aprile negli Stati Uniti, quando aveva riconosciuto come la risposta al fenomeno da parte delle gerarchie americane fosse stata «talvolta gestita in pessimo modo».
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Soliloqui ossessivi che gelano l’anima
Luglio 20, 2008
Dopo decenni di assenza torna in libreria Gelo (Einaudi, pagg. 358, euro 20, trad. Magda Olivetti), romanzo d’esordio che nel 1963 collocò d’improvviso Thomas Bernhard tra gli imprescindibili della narrativa contemporanea. Nei soliloqui del pittore Strauch («Gli artisti sono i grandi emetici dei nostri tempi, sono già sempre stati i grandi, i più grandi emetici»), recluso volontario nell’atroce località montana di Weng, c’è già lo stile inconfondibile dello scrittore austriaco fatto di ossessioni paralizzanti, di un selvaggio sarcasmo. E se «l’uomo è un inferno ideale per i suoi simili», l’«homo bernhardianus» vive per difendersi dalla vita. Contorcendosi in una commedia-tragedia in cui la follia non è la vetta più estrema della lucidità.
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Automobilisti ostaggio dei lavavetri abusivi
Luglio 20, 2008
(…) La denuncia è di Aldo Praticò, capogruppo in Comune per Alleanza Nazionale, che dice: «In questi giorni ho compiuto sopralluoghi nell’area della Valbisagno dove da alcune settimane sono ricomparsi i lavavetri appostati agli incroci». L’esponente di An riferisce di pattuglie di stranieri, soprattutto slavi e rom, che, armati di bottiglia e spugna abbordano le auto ferme in coda al semaforo rosso. I lavavetri erano spariti da Genova e ora sono ricomparsi, forse attirati dalla settimana dei diritti dichiarata dal sindaco Marta Vincenzi. «Il loro atteggiamento – annota Praticò – è aggressivo e predatorio. Chi si rifiuta di far lavare il parabrezza della propria auto diventa bersaglio di richieste sempre più insistenti, dirette, alla fine, a farsi dare solo un obolo. “Dammi qualche cosa” dicono i lavavetri quando capiscono che l’automobilista rifiuta il lavaggio abusivo». A fare le spese di queste aggressioni verbali, sostiene il consigliere, sarebbero soprattutto automobilisti anziani o madri con bimbi piccoli. «Evidentemente ritenuti più facili da convincere» ipotizza il capogruppo di An che illustra anche una mappa dell’ «autolavaggio non autorizzato»: si va da piazza Giusti ai ditorni di Marassi, ai corsi Buenos Aires, Torino e Europa insieme a viale Brigate Partigiane. «E pensare – osserva polemico – che i lavavetri abusivi esercitano anche a pochi metri da uno dei comandi di zona della polizia comunale.
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Un piccolo mare che può regalare un grande futuro
Luglio 20, 2008
Dimentichiamo i Club Meditérranée; le litanie sull’idillico fascino di vigne e ulivi; la retorica nostalgica, da «età dell’oro» greco-romana; l’imbecillità motorizzata, stile Parigi-Dakar; i bagni di sole; gli spettacoli folcloristici e i siti turistici, da viaggio organizzato; l’esotismo d’accatto. Dimentichiamo anche l’«Unione mediterranea» di Nicolas Sarkozy, nata morta. Ricordiamo il Mediterraneo tragico: come la filosofia, la tragedia ha origine in Grecia, non a caso, e ha come cornice lampi notturni, più abbaglianti che illuminanti. È il regno di Dioniso, dio dell’esuberanza vitale. Nel Mediterraneo si veda la matrice dell’avvenire, non più il museo, il mausoleo o il deposito di ricordi e testimonianze per letterati e turisti.
Per la storiografia tradizionale, il Mediterraneo è il perpetuo scontro delle sue sponde, come se il nemico restasse sempre quello. Invece il Mediterraneo (medi-terraneo) è mare di mezzo, spazio fra terre: dunque unisce tanto quanto separa. Distingue, unendoli, popoli che si fronteggiano, come se fossero allo specchio. È una meridiana.
Nel Pensiero meridiano (Laterza), Franco Cassano scrive che esso «comincia dove comincia il mare». Però c’è mare e mare. A sud non s’è mai molto lontani dal mare, ma nel Mediterraneo non si è mai molto lontani nemmeno dalla costa.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277137
Le false avventure di Sherlock Holmes
Luglio 5, 2008
Non è simpatico e non fa nulla per esserlo. Spesso risponde male, è scostante e tratta tutti con alterigia. L’uomo che ha trasformato l’indagine e la deduzione in arte, se lo può permettere. Il suo nome, il volto magro e appuntito avvolto dalla nuvola di fumo della sua pipa, l’elegante vestaglia che indossa nelle notti di veglia nello studio al 221B di Baker Street, soprattutto le sue fenomenali deduzioni lo hanno trasformato in un mito. Sherlock Holmes è vivo, immortale da quando Arthur Conan Doyle lo fece esordire con Uno studio in rosso (1887). Il dotto detective è più di una fonte d’ispirazione per un genere particolare di libri: gli apocrifi.Chissà se a Holmes e al dottor Watson, ad esempio, piacerebbe essere coinvolti in Sherlock Holmes, Montana (Hobby&Work, pagg. 314, euro 18, traduzione di W. Santini), il fantasioso giallo western con cui Steve Hockensmith ha sfondato in America. È bastata la parola magica: «Holmes», e il libro è entrato nelle finali di tutti i premi Usa per il miglior poliziesco. E Hockensmith ha sfruttato la scia della popolarità allungando la saga e pubblicando altri due best seller – On the Wrong Track e The Black Dove – che presto vedranno la luce anche in Italia. Saga di che? Di due cowboy del Montana, i fratelli Gustav e Otto, rispettivamente chiamati Old Red e Big Red. Il primo non ha mai visto un banco di scuola, però spara da Dio (mentre Holmes nelle sue avventure ha usato la pistola solo sei volte, una delle quali contro il mastino dei Baskerville – e, per inciso, Pierre Bayard riapre Il caso del mastino dei Baskerville per Excelsior 1881, pagg.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273875